Comunicati e atti eventi

 
Venezia, 17 Febbraio 2016

Tavolo permanente su Porto Marghera: Confindustria Venezia presenta le priorità

Quando si parla di riconversione industriale e di riqualificazione non si può prescindere dallo stato di attuazione delle bonifiche, attività prodromica a qualsiasi intervento.

Oggi, dopo quasi 20 anni dall’approvazione della prima legge sulle bonifiche, stando ai dati del Ministero dell’Ambiente, il 54% delle aree di Porto Marghera hanno avuto l’approvazione dei progetti di bonifica dei terreni e il 52% hanno avuto l’approvazione dei progetti di bonifica della falda.
Si è quindi a metà del guado ed è necessario avere il coraggio di mettere rapidamente le basi per uno sviluppo futuro, consapevoli che senza una visione di progetto le bonifiche ambientali non trovano attuazione.

«Confindustria Venezia – dichiara il presidente Matteo Zoppas - ritiene che debbano essere individuati percorsi atti ad incentivare interventi di bonifica e di messa in sicurezza da parte di soggetti non responsabili dell’inquinamento storico di Porto Marghera, favorendo il riuso delle aree a destinazione industriale e garantendo al tempo stesso il “governo” di un territorio che altrimenti tenderebbe a restare in abbandono, evitando, nel contempo, consumo di suolo oggi non destinato a produzione, in ottemperanza alle direttive comunitarie. Al contempo non si deve abbassare l’attenzione nei confronti delle imprese oggi insediate a Porto Marghera che, come detto, sono attualmente gravate di oneri presenti e futuri di non poco conto».

Le imprese che vogliono investire a Marghera hanno bisogno primariamente di:

1) un interlocutore unico, preferibilmente locale, che possa gestire la complessità dell’area ed abbia il potere decisionale per tutti gli aspetti, non solo ambientali, ma anche urbanistici ed edilizi (previsione di progetti di bonifica/messa in sicurezza per macro aree). Va quindi creata una cabina di regia che coinvolga tutti gli attori e sia coordinata anche con le nuove funzioni amministrative dell’Autorità Portuale (proposta di modifica alla L. 84/94 che istituisce lo Sportello Unico per le imprese del porto) che consenta di evitare l’impantanamento dei procedimenti e l’emanazione di prescrizioni contraddittorie tra loro da parte dei diversi uffici pubblici.

2) un sistema di facilitazioni che renda “conveniente”, anche economicamente, installarsi o rimanere a Porto Marghera. Una simulazione effettuata da Confindustria, tutt’ora allo studio, stima che gli investimenti necessari al risanamento di un’area da bonificare hanno un impatto economico notevole in termini di occupazione (con un incremento di circa il 13% degli occupati), valore aggiunto (con un incremento dello 0,14% dell’IVA sulle opere da realizzare) e produzione industriale (con un incremento dello 0,17% della produzione industriale dell’area).

3) concludere il percorso per il riconoscimento di Porto Marghera come “Area di Crisi Complessa” al fine di consentire alle aziende che abbiano progetti di industrializzazione di accedere ai fondi di finanziamento messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico con la Legge n. 181/89.

4) ripensare il progetto PIF ed i metodi della sua gestione. Questa infrastruttura importantissima per la bonifica dell’area (non solo del SIN), unica in tutta Italia, deve costituire un valore aggiunto per tutti i cittadini dell’area e non solo un onere per le imprese insediate (magari nemmeno responsabili dell’inquinamento delle acque). Il sistema di depurazione (che consente di approvare un unico progetto di bonifica della falda per tutta l’area) potrebbe essere gestito come un’infrastruttura atta a garantire una migliore salute pubblica con oneri a carico di tutti i cittadini dell’area. Il sistema di depurazione non può, inoltre, limitarsi a ricevere le acque di falda, ma consentire il conferimento di tutte le tipologie di reflui.

5) completare i marginamenti e le opere di drenaggio della falda per dare finalmente avvio alla bonifica della falda per la matrice acque e risolvere i problemi di sicurezza idraulica del territorio.

6) dare consistenza all’APEA (area ecologicamente attrezzata) con vantaggi per le imprese insediate e di futuro insediamento, non solo in termini di facilitazioni autorizzative, ma anche in termini di riduzione di costi nell’accesso alle infrastrutture dell’area.

«Ci auguriamo - conclude Zoppas - che il Tavolo convocato dall’Assessore Marcato con tutti con gli Enti coinvolti dia una risposta coraggiosa ed in tempi rapidi alle imprese che aspettano dalle amministrazioni un deciso cambio di passo».