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Venezia, 1 Marzo 2016

Il Consiglio Generale dell’Associazione ha incontrato il presidente Bolla

Il Consiglio Generale di Confindustria Venezia, Area Metropolitana di Venezia e Rovigo incontra il Presidente di Veneto Banca Pierluigi Bolla al fine di conoscere al meglio l’attuale situazione della banca e le strategie future, tra cui primariamente il piano di quotazione dell’istituto di Montebelluna.


“L’invito a partecipare al Consiglio Generale di Confindustria Venezia è un’importante occasione di confronto e di dialogo con gli imprenditori di un’area strategica per il nostro istituto” – afferma Pierluigi Bolla, Presidente di Veneto Banca. “Lo è ancor più in questo momento importante di preparazione all’aumento del capitale sociale e alla quotazione in Borsa, che costituiscono le fondamenta per un rilancio della banca e della sua strategica funzione di sostegno all’economia locale, con una rinnovata attenzione alle imprese e alle famiglie, attraverso modalità evolute e più efficienti”.

“Siamo grati al presidente Pierluigi Bolla – dichiara Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia, Area Metropolitana di Venezia e Rovigo – di aver aderito al nostro invito. Lo riteniamo un segnale di grande rispetto nei confronti delle imprese in un momento davvero strategico che la banca sta attraversando, in quanto impegnata in un decisivo percorso di quotazione. Quello che abbiamo evidenziato, e su cui il presidente Bolla ha concordato, è la necessità che la banca si rapporti tanto più in questa fase con la massima trasparenza e attenzione nei confronti delle imprese. Confindustria Venezia seguirà da vicino l’evoluzione in corso, supportando le imprese associate nel trovare risposte alle loro necessità di informazioni, chiarimenti ma anche di gestione di procedure e adempimenti di richieste di affido”.
“Il Consiglio Generale dell’Associazione, con questo incontro – conclude Zoppas - vuole sottolineare che un confronto diretto con la banca serve anche a dare la giusta dimensione a notizie che, se distorte, possono portare a giudizi affrettati e superficiali, aggiungendo ai molti problemi noti un danno reputazionale che rischia di disperdere un patrimonio costruito in tanti anni e da cui ripartire verso nuovi assetti e modelli del fare banca nel territorio”.