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Venezia, 26 Marzo 2019

Le fake news, un male al Paese: intervento del Presidente Marinese sul Gazzettino

"La vicenda che ha coinvolto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, e la sua famiglia ripropone con forza la necessità di una riflessione, da parte di ciascuno di noi, su quanto sia importante il rispetto verso le persone. Più in generale, verso coloro che sono esposti ad una visibilità mediatica molto accentuata e, di conseguenza, a responsabilità molto elevate". È quanto oggi dichiara il Presidente di Confindustria Venezia Rovigo Vincenzo Marinese, nel suo intervento sul Il Gazzettino.

"Quando si utilizza la calunnia, la denigrazione, i falsi riferimenti, raccontando fatti non veri, significa che si ha poco da dire - prosegue -. Ma quando addirittura si vanno a colpire persone vicine, familiari, amici, parenti, senza verificare la veridicità del fatto, vuol dire che la misura è colma, che qualsiasi confine è stato superato. Allora tutti noi dobbiamo alzare la voce e dire: BASTA. Continuando a criticare la politica con le cosiddette fake news, insinuando il sospetto che tutta la classe dirigente sia disonesta e che svolga la propria attività per tutelare interessi privati, si fa un male all’intero Paese. In questo modo, uccidiamo la politica e non ce lo possiamo permettere. Se chiunque liberamente può inventare bugie, contestando la realtà con le menzogne, finisce per alimentare la guerra di tutti contro tutti. In tale contesto, qualsiasi strumento di denigrazione appare lecito, come se il fine giustificasse i mezzi. Diventa tutto più subdolo, per cosa poi? Per due minuti di visibilità, che nell'era digitale vale quello che vale. È una battaglia di civiltà, una battaglia che riguarda tutti, perché la macchina del fango può mettersi in moto in qualsiasi momento. Ne vale la pena? Io dico di no. Non perdiamo di vista i nostri valori, non abdichiamo a favore di coloro che vivono di queste miserie. Per questo, come Presidente di Confindustria Venezia Rovigo, ho scelto di scendere in campo per tutelare il principio della verità. Abbandonandolo, ripeto, perderemmo la grande conquista della democrazia".