16 04/21

Comunicati stampa / Aprile 2021

L’equilibrio di genere aumenta la competitività delle imprese

La parità di genere è un fattore trainante per la società nel suo complesso e per l’economia, in quanto rende le imprese più competitive. Agire da subito in questa direzione faciliterà la ripartenza. È quanto emerge dal terzo rapporto dell’Osservatorio mercato del Lavoro e competenze manageriali di 4.Manager “Nuovi orizzonti manageriali, donne al timone per la ripresa del Paese”. Lo studio è stato presentato oggi da Anna Gigante Direttore di ricerca dell’Osservatorio 4.Manager, nel corso di un seminario online organizzato da Confindustria Venezia in collaborazione con 4.Manager.

L’indagine ha coinvolto la Community Think4WomenManagerNetwork (strutturata all’interno della piattaforma di Open Innovation “Donne e Managerialità” e composta da 147 donne manager e imprenditrici) e 1.336 aziende italiane, che hanno fornito rapporti periodici sulla situazione del personale maschile e femminile nel biennio 2018-2019. Sono stati inoltre analizzati gli strumenti di comunicazione digitale di 10.000 aziende e le best practice di 640 imprese, 500 delle quali hanno sottoscritto la Carta per le Pari Opportunità.

La ricerca evidenza che, tra il 1977 e il 2018, il tasso di occupazione femminile nel nostro Paese eÌ aumentato di 16 punti percentuali (dal 33,5 al 49,5). L’Italia, che ha lavorato a un ritmo più sostenuto rispetto a molti Stati comunitari per colmare il gender gap, si trova tuttavia ancora al 14° posto. Guardando poi al tasso di occupazione equivalente a tempo pieno, ricopre l’ultima posizione della graduatoria UE con un punteggio pari a 31, contro il 59 della Svezia e il 41 della media europea.

Per quanto riguarda il gap retributivo, l’impatto della maternità incide su una perdita reddituale delle donne occupate del 35% nei due anni che seguono il parto e del 10% in quelli successivi. Lo studio indica, inoltre, una minore presenza femminile nei settori a maggiore remunerazione, quali tecnologia, ingegneria, finanza.

Il ritardo è particolarmente evidente nell’area della leadership. È proprio nei ruoli manageriali che emergono le maggiori differenze di retribuzione di genere. Anche se il percorso verso la parità è ancora lungo, l’Italia registra un aumento delle posizioni dirigenziali femminili, che sono passate dall’11% nel 2010 al 18% nel 2020.

In tale contesto, l’emergenza sanitaria in corso rappresenta un importante acceleratore di processi. Sta portando le imprese ad affrontare trasformazioni – spesso radicali – nei modelli di business, nei percorsi d’innovazione e di transizione verso una maggiore sostenibilità.

La pandemia ha quindi aperto uno scenario di opportunità. Tra queste anche la possibilità di dare un forte impulso alla valorizzazione dei talenti femminili. Le caratteristiche comportamentali che oggi servono alle imprese sono connaturate nelle donne: capacità di ascolto, di coin­volgimento, di rinnovamento dei processi e della cultura aziendale. È quanto evidenzia anche le partecipanti alla Community

Think4WomenManagerNetwork, composta da 147 manager e imprenditrici: la leadership empatica e multitasking è fondamentale per la ripartenza.

I paradigmi utilizzati fino ad oggi per affrontare il tema della parità di genere dovranno quindi essere ripensati. Si diffonde l’esigenza di superare il concetto di “equità di genere” per im­maginare “organizzazioni intelligenti” basate sulla valorizzazione costante delle competenze e dei talenti. Questo modello è in grado di migliorare le performance competitive, i risultati economici e finanziari e, più in generale, i livelli di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

“Nel nostro territorio sono molte le eccellenze produttive che vedono le donne artefici di grandi successi in ambito imprenditoriale, manageriale e politico. Le abilità non dipendono dal genere ma dalla forza di volontà. In loro riconosco questo coraggio, oltre a specifiche qualità che vanno dalle soft skills ad una accentuata capacità di analisi. È vero che la pandemia ha penalizzato molto le donne e questo, a mio avviso, è accaduto perché siamo ancorati a vecchi schemi, a partire da una spartizione dei ruoli familiari che deve necessariamente essere rivisitata” afferma il Presidente di Confindustria Venezia Vincenzo Marinese.

“I dati del nostro Osservatorio sulla presenza manageriale femminile in Veneto – dichiara Fulvio D’Alvia Direttore Generale di 4.Manager – evidenziano che solo il 13,5% è donna. C’è insomma molto da fare perché superare il gender gap manageriale è un elemento di forza per le imprese e serve in questo momento a dare una spinta decisiva alla ripresa. Anche le Istituzioni premono in tal senso e dobbiamo essere pronti a cogliere le opportunità di crescita offerte dal piano Next Generation EU. Una sfida e una opportunità importante da affrontare e vincere insieme”.

“Mi piace poco ragionare su quel che le donne hanno o non hanno rispetto agli uomini. Per storia e radici, mi piace di più parlare di persone. Delle loro capacità, le loro attitudini, le loro integrità. La loro voglia di impegnarsi e costruire un percorso. Tutti elementi, questi, che prescindono dal genere. Credo anche però che la nostra società, il nostro Paese, debba ancora lavorare molto su questo fronte, per costruire un percorso culturale completo e finalmente moderno. Un percorso che è ancora lungo, perché, appunto, questa di cui parliamo è una trasformazione culturale profonda, intima. Cambiamenti di questo tipo richiedono generazioni, ma sono convinta che è la direzione obbligata che già abbiamo intrapreso” afferma la Presidente di Umana Spa Maria Raffaella Caprioglio.

“Venendo da un’esperienza di anni in ambiti diversi, oggi mi trovo a organizzare il mio impegno all’interno di una Fondazione per la ricerca accanto a scienziati e molti giovani che stanno lavorando per il nostro futuro, la ricerca scientifica. Una volta ancora ho capito che i risultati si ottengono con il lavoro di squadra e confrontandosi con gli uomini e donne, con giovani e meno giovani. Solo così possiamo arrivare a eccellenti risultati che una volta ancora valorizzano il patrimonio Italiano. Determinazione, etica, coraggio, ascolto, empatia, curiosità sono elementi che mi hanno aiutata a crescere” dichiara la Responsabile Fondazione Marisa Bellisario per il Nordest Giustina Destro.

“Sempre di più donne nel nostro Paese ricoprono posizioni apicali, come dimostra lo studio presentato oggi. Il percorso è ancora lungo e dobbiamo lavorare in questo senso, anche per colmare il gap con gli altri stati dell’Unione Europea. L’Italia sta andando in questa direzione, infatti l’empowerment femminile sarà tema prioritario nell’agenda del G20” afferma Silvia Bolla Presidente del Comitato PMI di Confindustria Venezia.


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