Confindustria Venezia

Covid-19, gestione della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro

Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2020

La Regione del Veneto, con propria circolare (in allegato), ha fornito indicazioni operative ai datori di lavoro, ai medici competenti e ai Servizi di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) per la gestione della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro con riferimento alla diffusione del COVID-19.

Le principali indicazioni sono le seguenti:

a) Valutazione del rischio. Non è necessario aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.) in relazione al rischio da COVID-19 (ad eccezione del caso in cui il rischio biologico sia un rischio di natura professionale già presente nel contesto espositivo dell’azienda, come ad esempio in strutture sanitarie o assimilabili).

b) Misure di contenimento del contagio. Per limitare i contatti tra le persone, riducendo le occasioni di aggregazione, vengono indicate le seguenti misure ritenute appropriate:
–  evitare incontri collettivi in situazioni di affollamento in ambienti chiusi (es. congressi, convegni), privilegiando soluzioni di comunicazione e di colloquio a distanza, o in alternativa dare disposizioni di rispettare il “criterio di distanza droplet” (almeno 1 metro di separazione tra i presenti);
–  regolamentare l’accesso agli spazi destinati alla ristorazione (es. mense), allo svago o simili (es. aree relax, sala caffè, aree fumatori), programmando il numero di accessi contemporanei o dando disposizioni di rispettare il “criterio di distanza droplet” (almeno 1 metro di separazione tra i presenti). 

c) Misure rafforzative di comportamento e prassi igieniche. Il Datore di Lavoro, in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente, individua misure rafforzative delle ordinarie norme di comportamento e corretta prassi igienica, sia a tutela dei lavoratori, sia degli utenti esterni (anche occasionali), quali:
– evitare contatti stretti con soggetti che presentano sintomi respiratori senza adottare opportune precauzioni;
– sensibilizzare al rispetto delle corrette indicazioni per l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie, mettendo altresì a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani;
– disporre una adeguata pulizia dei locali e delle postazioni di lavoro più facilmente toccate da lavoratori e utenti esterni.

Premesso che, sulla base delle indicazioni fornite dal Garante per la Privacy, il datore di lavoro non può raccogliere a priori ed in modo sistematico informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore, procedendo, ad esempio, alla misurazione della temperatura corporea o a raccogliere dichiarazioni sullo stato di salute del lavoratore e sui suoi contatti rientranti nella sfera extra lavorativa, la circolare fornisce indicazioni per casi specifici per i quali è opportuno che il datore di lavoro si doti di una specifica procedura di emergenza o aggiorni la procedura di emergenza e di primo soccorso già adottata:

 

1) Lavoratore con sintomatologia respiratoria, anche lieve, o lavoratore asintomatico che riferisce di essere stato nei 14 giorni precedenti a contatto stretto con un caso di COVID-19 che si presenta al lavoro:  
– non va adibito ad attività lavorativa;
– gli deve essere fornita e fatta indossare tempestivamente una mascherina chirurgica e
– gli si deve dare indicazione di tornare e rimanere a casa (evitando l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici) e di contattare il proprio Medico di Medicina Generale o il Servizio di Continuità Assistenziale, anche ai fini della certificazione dello stato di malattia;
– finché il soggetto permane all’interno dell’azienda, si deve assicurare che rimanga il più possibile lontano e isolato dagli altri soggetti presenti (lavoratori, visitatori).

2) Lavoratore che, inizialmente asintomatico, durante l’attività lavorativa sviluppa febbre e sintomi respiratori (tosse e difficoltà respiratoria):
Gli addetti al primo soccorso aziendale, ad integrazione di quanto già stabilito nei piani di emergenza aziendali:
– devono indossare e far indossare al soggetto che ha manifestato i sintomi una mascherina chirurgica,
– far allontanare dai locali eventuali altri lavoratori o utenti presenti e contattare il 118.
 

3) Lavoratore asintomatico durante l’attività lavorativa che successivamente, al di fuori dell’ambiente di lavoro, sviluppa febbre e sintomi respiratori (tosse e difficoltà respiratoria):  
– non è previsto alcun adempimento a carico del Datore di lavoro (o suoi collaboratori), se non collaborare con l’azienda sanitaria territorialmente competente mettendo a disposizioni le informazioni in proprio possesso al fine della ricostruzione di eventuali contatti.

4) Lavoratore in procinto di recarsi all’estero in trasferta lavorativa:
– il Servizio di Prevenzione e Protezione deve acquisire le informazioni più aggiornate sulle aree di diffusione del COVID-19 disponibili attraverso i canali istituzionali (es. https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports/) al fine di valutare, in collaborazione con il Medico Competente, il rischio associato alla trasferta prevista;
– prima della partenza il lavoratore va informato in merito alle disposizioni delle autorità sanitarie del paese di destinazione.

5) Lavoratore in procinto di rientrare dall’estero da trasferta lavorativa:
– disporre che il lavoratore rientrante in Italia da aree a rischio epidemiologico informi tempestivamente il Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente, per l’adozione di ogni misura necessaria, compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;

6) Lavoratore che rientra al lavoro dopo un periodo di assenza per malattia
– va riammesso e non necessita di alcuna specifica certificazione, ad eccezione del caso in cui il periodo di malattia superiori 60 giorni continuativi, come già previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; nel qual caso va sottoposto a visita di idoneità prima di essere riammesso alla mansione.

 

Il provvedimento ricorda infine che le istituzioni preposte alla gestione operativa dell’epidemia e all’individuazione dei casi sono rappresentate dalle strutture del Servizio Sanitario territorialmente competenti, che sono attivi per avere informazioni il numero nazionale di pubblica utilità (1500), il numero verde regionale (800462340) e i numeri delle singole aziende sanitarie locali.

 

Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo ha attivato una task force per fornire un supporto alle aziende associate nella gestione dell’emergenza.

Massimo Barbin: tel. 0425/202210; email: m.barbin@confindustria-vero.it
Enrico Chinellato: tel. 041/5499215; email: e.chinellato@confindustria-vero.it
Antonio Baldi Guarinoni: tel. 041/5499126; email: a.baldi@confindustria-vero.it
Leonardo Beccati: tel. 0425/202217; email: l.beccati@confindustria-vero.it
Giampaolo Faggioli: tel. 041/5499118; email: g.faggioli@confindustria-vero.it
Elena Bonafè: tel. 041/5499223; email: e.bonafe@puntoconfindustria.it
Giorgia Salvini: tel 041/5499248; email: g.salvini@confindustria-vero.it
Paola Mainardi: tel. 041/5499137; email: p.mainardi@puntoconfindustria.it

 

Regione Veneto COVID 19 sicurezza
Corona virusGarantePrivacy-9282117-1.0.pdf
Dieci comportamenti da seguire