06 03/20

Covid-19, effetto modesto nelle stime di produzione per il primo bimestre. Prospettive in peggioramento nel 2° trimestre

Produzione industriale in calo dello 0,5% nel mese di febbraio su gennaio, quando era aumentata dell’1,9% su dicembre 2019. “Nel primo trimestre 2020 – secondo il Centro Studi Confindustria – la variazione acquisita è di -0,2% congiunturale (da -1,4% nel quarto 2019). La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in febbraio del 3,7% rispetto allo stesso mese del 2019; in gennaio è diminuita del 2,6% sui dodici mesi. Gli ordini in volume scendono dello 0,6% in febbraio su gennaio (-1,4% su febbraio 2019), quando sono aumentati dello 0,2% su dicembre (-0,6% annuo)”. Il primo bimestre 2020 registra una variazione acquisita della produzione di -0,2% rispetto al quarto 2019.

“Fino a febbraio – riporta il CSC – l’impatto delle misure di contenimento della diffusione in Italia del Covid-19 risulta essere ancora limitato nell’industria ed è riconducibile quasi esclusivamente alle interruzioni lungo le catene globali del valore, originate dalla mancata produzione in diversi distretti della Cina”. Per quanto riguarda invece gli effetti diretti, dipendenti dal blocco delle attività deciso dalle autorità in alcuni Comuni italiani, in febbraio al momento sono marginali. Il decreto, d’altra parte, è entrato in vigore il 23 febbraio scorso e ha interessato un’area ristretta, con una quota di industria pari a circa il 20% del tessuto produttivo locale (<0,1% del valore aggiunto nazionale).

Sul fronte dell’offerta, lo shock negativo è limitato nel periodo di rilevazione. Per quanto riguarda la domanda, gli effetti sono iniziati alcune settimane fa e oggi sono profondi nel comparto dei servizi: dalla ristorazione, agli alloggi; dai trasporti, alle attività di intrattenimento e di divertimento. Il calo della domanda in questi settori, peraltro, si è accentuato drammaticamente dopo la scoperta dei focolai di Covid-19 in Italia. Ad accentuare tale situazione,il repentino rallentamento dei flussi turistici verso l’Italia e le crescenti preoccupazioni che hanno modificato radicalmente i comportamenti delle famiglie.

“Gli effetti della diminuzione dell’attività nel terziario – conclude il CSC – non sono ancora stati colti dalle statistiche sull’industria in febbraio, ma saranno già evidenti da marzo e, ancora di più, nei mesi primaverili. Nei prossimi mesi, inoltre, inizieranno a farsi sentire in Italia le conseguenze della diffusione del virus nel resto d’Europa e saranno tanto più forti quanto più le misure saranno radicali nei Paesi legati da relazioni commerciali con l’Italia (blocco delle attività e dei movimenti di persone)”. Alla luce delle informazioni disponibili ad oggi, c’è da attendersi un calo del PIL italiano già nel trimestre in corso. Un andamento dovuto alla caduta del valore aggiunto nei servizi. La dinamica, la situazione non migliorerà rapidamente, potrebbe peggiorare nel secondo trimestre, quando anche l’industria registrerà importanti contraccolpi.