06 03/20

Covid-19, vademecum per le aziende

La diffusione di Covid-19 implica l’adozione di comportamenti in linea con le disposizioni emanate sia a livello centrale che locale. Nei territori di Venezia e di Rovigo le aziende possono continuare ad operare. Allo stato attuale, infatti, non ci sono specifici provvedimenti interdittivi, fatte salve le indicazioni comportamentali e di igiene richiamate nell’ordinanza del Ministero della Salute e della Regione del Veneto.

 Ad ogni buon conto, si segnalano alcune informazioni utili agli imprenditori:

CIGO, CIGS e FIS. La previsione contenuta nelle misure urgenti si applica alle sole aziende situate nella zona rossa (in Veneto il Comune di Vo’ Euganeo, PD) o alle aziende che pur avendo unità produttive fuori  dalla zona rossa, hanno lavoratori residenti o domiciliati in tale zona e impossibilitati  a prestare  la propria attività lavorativa. Per le imprese ubicate nelle altre aree, invece, rimangono in essere gli ammortizzatori sociali già vigenti.

CIGS in deroga. La Regione Veneto (al di fuori dell’area rossa), con riferimento ai datori di lavoro privati, con unità produttive ivi situate, nonché ai datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa in Veneto, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati in Veneto, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro, può riconoscere, limitatamente ai casi di accertato pregiudizio, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga. La durata della sospensione del rapporto di lavoro potrà essere chiesta per un periodo massimo di un mese, a decorrere dal 23 febbraio 2020. Il  fondo, per tutte le imprese che ne faranno richieste, sarà di importo massimo, per l’anno 2020, pari 40 milioni di euro. Le domande saranno presentate alla Regione, che le istruirà secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse.

Assenze dal lavoro e trasferte. Valgono tutte le norme in essere. Il dipendente non potrà assentarsi arbitrariamente dal lavoro, pena la perdita della retribuzione. Anche per quanto riguarda le trasferte, un rifiuto è legittimo soltanto se lo spostamento avviene verso i Comuni e/o le aree attualmente interdette (in Lombardia: Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. In Veneto: Vo’ Euganeo).

Gestione della salute nei luoghi di lavoro. La Regione Veneto ha fornito, con propria specifica circolare, indicazioni puntuali ai datori di lavoro per la gestione della salute dei lavoratori (scopri di più). Nella circolare sono, inoltre, identificate le misure di contenimento del contagio da adottarsi nei luoghi di lavoro, prevedendo l’adozione della distanza “droplet”, consistente nella distanziazione di almeno 1 metro delle persone in occasione di incontri, riunioni, ecc; i datori di lavoro sono tenuti a far conoscere le misure igieniche previste dall’Istituto Superiore di sanità (in allegato) ai lavoratori e agli eventuali  visitatori. Potranno, altresì, essere rafforzati i filtri in ingresso (reception/portineria) per l’accesso di personale non dipendente: visitatori, fornitori, clienti, consulenti, etc. Per rendere monitorabili i percorsi, potrà inoltre essere limitato l’utilizzo di sale e corridoi, individuando quelli più accessibili.

Sintomatologia sospetta. Sulla base delle indicazioni fornite dal Garante per la Privacy, il datore di lavoro non può raccogliere a priori ed in modo sistematico informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali nei lavoratori (in allegato); deve però essere prevista la gestione di casi specifici di manifestazioni sintomatiche che avvengano in orario di lavoro, prevedendo l’isolamento del lavoratore e l’allertamento del servizio sanitario (numero verde regionale 800462340). Nel caso in cui il lavoratore dichiari di essere stato esposto al contagio, va invitato a contattare subito il proprio medico curante, unico soggetto abilitato a dichiararne l’ammissibilità sul posto di lavoro o, viceversa, a riconoscerne lo stato di malattia, ancorché potenziale. L’azienda in questo caso dovrà segnalare il fatto al servizio sanitario e al proprio medico competente.

Smart Working. Per i dipendenti delle aziende ubicate nel territorio nazionale, lo smart working è consigliato e facilitato con possibilità di ricorso in via automatica laddove sia possibile a livello tecnico e gestionale.

Settore turistico-alberghiero. Potranno essere effettuati i seguenti versamenti senza applicazione di sanzioni d’interessi in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 (in tutto il territorio dello Stato):
– le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e sui compensi erogati dallo Stato, operate dai predetti soggetti in qualità di sostituti d’imposta;
– i contributi previdenziali ed assistenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria.

730. Sono state ridefinite le scadenze dell’assistenza fiscale (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/)

Misure fiscali ed economiche per la zona rossa (in Veneto il Comune di Vo’ Euganeo) è prevista la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari a favore dei soggetti che, alla data del 21 febbraio 2020, avevano la residenza ovvero la sede legale o operativa nel territorio dei Comuni interessati dall’emergenza epidemiologica da COVID-2019. La sospensione riguarda i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, scadenti nel periodo compreso tra il 21 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020. Per il medesimo periodo sono sospese anche le ritenute di cui agli articoli 23, 24 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

Trattamento delle merci. Il 27 febbraio scorso l’OMS ha pubblicato il documento “Rational use of personal protective equipment for coronavirus disease 2019 (COVID-19)” (in allegato). Il testo contiene uno specifico paragrafo su come trattare le merci provenienti da paesi interessati dal nuovo Coronavirus. Si ribadisce come ad oggi non vi sia alcuna informazione epidemiologica sulla possibilità di contagio derivante da contatto con merci o prodotti provenienti da paesi in cui è presente il virus, specificando che non è raccomandato l’uso di qualsiasi tipo di mascherina né è richiesto l’uso di guanti. Si riporta di seguito il paragrafo per intero: 

Handling cargo from affected countries
The rationalized use and distribution of PPE when handling cargo from and to countries affected by the COVID-19 outbreak includes following these recommendations:
– Wearing a mask of any type is not recommended when handling cargo from an affected country.
– Gloves are not required unless they are used for protection against mechanical hazards, such as may occur when manipulating rough surfaces.
– Importantly, the use of gloves does not replace the need for appropriate hand hygiene, which should be performed frequently, as described above.
– When disinfecting supplies or pallets, no additional PPE is required beyond what is routinely recommended.

 

Per approfondire: Covid-19: la malattia in dieci punti per fare chiarezza

 


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