08 01/21

Definizione di default e trattamento NPL: lettera alle Istituzioni europee

Confindustria ha inviato una lettera alle Istituzioni europee insieme all’ABI (Associazione bancaria italiana) e alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese partecipanti al Tavolo di Condivisione Interassociativo sulle Iniziative Regolamentari Internazionali (Tavolo CIRI), costituito ai sensi dell’Accordo per il Credito 2019.

Nel documento si sottolinea la necessità di congelare o alleggerire le nuove norme sulla definizione di default e si chiede di fare altrettanto per quelle relative al cosiddetto calendar provisioning nel trattamento dei crediti deteriorati.

Il prossimo 1° gennaio 2021, infatti, entreranno definitivamente in vigore le regole sulla definizione di default (emanate dall’EBA il 18 gennaio 2017). In base a tali norme, gli istituti di credito saranno tenuti a classificare l’esposizione dell’impresa in default in caso di un arretrato di pagamento, per oltre 90 giorni, su importi di ammontare superiore a 500 euro (complessivamente riferiti a uno o più finanziamenti) e che rappresentino più dell’1% del totale delle esposizioni dell’azienda verso la banca.

Per le piccole e medie imprese esposte nei confronti della banca per finanziamenti inferiori a 1 milione di euro, l’importo è ridotto a 100 euro. Inoltre, il default di un’esposizione debitoria dell’azienda comporterà l’automatico default di tutte le esposizioni della stessa nei confronti della banca e di tutto il gruppo bancario. Potrà, inoltre, estendersi a tutte le imprese a essa collegata, anche nell’ambito di catene di fornitura.

Tali regole potranno determinare un incremento della probabilità di default delle esposizioni delle imprese, pertanto renderanno necessaria una maggiore attenzione nella gestione puntuale delle proprie scadenze di pagamento nei confronti della banca.

Confindustria, insieme all’ABI e alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese partecipanti al Tavolo CIRI, aveva a suo tempo predisposto e diffuso una Guida semplice per le aziende alle nuove norme sulla definizione di default (in allegato).

Confindustria ha già da tempo sottolineato la criticità delle nuove previsioni. Infatti, ai fini della regolamentazione prudenziale sui requisiti di capitale degli istituti di credito, le esposizioni considerate dalle banche in default saranno classificate come deteriorate. Sulle stesse dovranno essere accantonate riserve di capitale secondo il cosiddetto calendar provisioninggià previsto dalle norme europee in tema di NPL.

Tali regole, oltre a determinare uno shock immediato sulla qualità delle esposizioni delle imprese nei confronti delle banche al termine delle misure straordinarie attivate per sostenere il sistema produttivo durante l’emergenza sanitaria, potrebbero avere comunque l’effetto di impegnare maggiori quantità di capitale prudenziale, drenando eventuali nuove risorse da reimpiegare nel sistema produttivo e comportando una minore flessibilità per la banca nel concedere finanziamenti.

Per i suddetti motivi, è stato ritenuto necessario inviare alle Istituzioni europee una nuova richiesta di proroga o alleggerimento delle previsioni in materia di default e trattamento degli NPL.

In allegato la lettera alle Istituzioni europee su definizione di default e trattamento NPL.


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