17 12/21

Imprese per la sicurezza, premiata la veneziana Geodem-Ambiente

Nella foto, il Direttore Generale di Confindustria Francesca mariotti e la RSPP di Geodem-Ambiente Silvia Capuzzo.

La veneziana Geodem-Ambiente Srl ha ricevuto il Premio Imprese per la Sicurezza. Guidata da Stefano Sabà, amministratore unico, è attiva nei settori demolizioni, scavi e bonifiche.

Il Premio è stato organizzato da Inail e Confindustria con la collaborazione tecnica di Apqi (Associazione premio qualità Italia) e Accredia (Ente italiano di accreditamento), per valorizzare i migliori progetti realizzati in materia di prevenzione e di miglioramento continuo dei livelli di tutela della salute e sicurezza sul lavoroL’iniziativa è rivolta a tutte le aziende, anche non aderenti al sistema Confindustria, e viene assegnata secondo il punteggio raggiunto a categorie di imprese distinte per tipologia di rischio e dimensione, dopo un iter di valutazione e con sopralluoghi in presenza in azienda. L’evento conclusivo, al quale il Presidente della Repubblica ha riconosciuto la medaglia di rappresentanza, si è svolto nell’ambito della seconda edizione di Connext, l’appuntamento di partenariato industriale tenutosi fino al 3 dicembre al MiCo di Milano.

“La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è una priorità nelle attività di governo”. Così il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, nel suo messaggio di saluto. “Con il decreto 21 ottobre 2021 abbiamo rafforzato l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) autorizzando oltre 1000 nuove assunzioni ed ampliando misure deterrenti di immediata applicazione ed efficacia. Nel contempo, è necessario sfruttare le nuove tecnologie per il monitoraggio e il controllo preventivo, occorre raccogliere dati e sviluppare strumenti software per il loro migliore utilizzo, per un servizio pubblico più efficiente ed efficace nel contrasto agli infortuni. Va in questa direzione – ha concluso il ministro –  la costituzione del Sistema informativo nazionale prevenzione (Sinp), a disposizione di Inail, Inl e degli organi ispettivi, capace di interagire con i sistemi regionali già in essere, che costituisce una preziosa risorsa funzionale per indirizzare le attività ispettive verso i settori più a rischio”.  
 

Per il presidente dell’Inail Franco Bettoni, intervenuto in apertura dei lavori, “con il Premio si concretizza ulteriormente la collaborazione consolidata tra l’Istituto e Confindustria per iniziative congiunte di diffusione della cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro. Le aziende finaliste avranno la possibilità di accedere alla riduzione del premio assicurativo. In questo modo – ha sostenuto Bettoni – intendiamo promuovere buone pratiche ed esperienze aziendali virtuose per offrire un contributo significativo al miglioramento dei livelli di sicurezza coinvolgendo tutto il sistema produttivo italiano. L’Inail è al centro di un modello partecipato perché è solo con un impegno condiviso che si riuscirà a considerare la sicurezza sul lavoro non un concetto astratto ma un valore fondante del welfare del nostro Paese”.

Secondo Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali, “l’emergenza da Covid-19 ha dimostrato che la sicurezza sul lavoro è una condizione essenziale del fare impresa. Dobbiamo puntare su prevenzione, integrazione, cambiamento. La cultura della sicurezza – che pure necessita di un apparato sanzionatorio – si alimenta solo se si farà crescere la partecipazione nei luoghi di lavoro. Per questo Confindustria ha avanzato alcune proposte come quella di istituire delle commissioni paritetiche in azienda, in modo che la sicurezza sul lavoro possa diventare parte integrante ed essenziale dei processi aziendali. Si può fare di più – ha concluso Stirpe – e per questo chiediamo ai sindacati di lavorare insieme, senza contrapposizioni tra parti sociali in un’ottica di condivisione e di sintesi. La circostanza che i protocolli redatti durante l’emergenza abbiano funzionato e consentito di tenere aperte le aziende vuol dire che quando si lavora insieme si ottengono più facilmente risultati per il bene di tutti”.

Nella relazione del direttore centrale Prevenzione Inail, Ester Rotoli, è stata rimarcata la centralità del lavoro fra gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e il valore della salute come strumento strategico di sostenibilità anche alla luce dell’emergenza sanitaria in corso. Rotoli ha focalizzato il suo intervento sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. “Dai cambiamenti demografici, dalla globalizzazione dei mercati, dalle innovazioni tecnologiche e dalla digitalizzazione – ha sottolineato il direttore – emergono opportunità e rischi, che impongono sviluppo di competenze e politiche integrate di ampio respiro. Esse trovano eco nel Pnrr, nella Strategia europea 2021-2027 e nella Strategia nazionale di salute e sicurezza sul lavoro, che vede l’Inail operare insieme ai ministeri competenti. L’Istituto – ha continuato Rotoli – persegue lo sviluppo della cultura della prevenzione attraverso condivisione, partecipazione e cooperazione, mediante l’uso di banche dati, la diffusione di buone pratiche, la valorizzazione della rete tra istituzioni e parti sociali, l’integrazione dei dati, la realizzazione di iniziative informative e di promozione della cultura della prevenzione. In questo solco si inserisce il Premio Imprese e il suo approccio innovativo, basato su gestione sistemica della salute e della sicurezza, leadership del management e partecipazione dei lavoratori”.

Nella tavola rotonda moderata dal giornalista Simone Spetia, il confronto ha puntato su ricerca, investimenti, aumento della qualità nelle relazioni industriali. Per Maurizio Stirpe, occorre trovare un misuratore comune europeo di valutazione degli infortuni, rimarcando le differenze tra i singoli Paesi. Un punto di vista sostenuto anche dal segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, per il quale, accanto agli incidenti, occorre non dismettere l’attenzione anche sulle malattie professionali e puntare sull’innovazione offerta dal Pnrr. Per il presidente della Commissione parlamentare per il controllo sull’attività’ degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, Tommaso Nannicini, il legislatore dovrebbe formulare un “superbonus 110%” anche per chi investe in prevenzione e nel rinnovo dei processi produttivi.