08 01/21

La rilevanza dell’istruzione professionalizzante in Italia

L’istruzione secondaria superiore a orientamento professionalizzante (vocational) è finalizzata a trasmettere conoscenze teoriche e a sviluppare abilità pratiche tali da forgiare un diplomato in uscita con competenze specifiche e quindi con sbocchi professionali ben identificabili.

In occasione della European Vocational Skills Week (9 – 13 novembre) Eurostat ha pubblicato una mappatura della diffusione del vocational nelle regioni europee: la quota più alta 76% si registra nella regione di Severozápad (Rep. Ceca), più di 4 voltesuperiore rispetto a Cipro la cui quota è la più bassa (17%).

A partire dai dati regionali, il Centro Studi Confindustria ha investigato il legame tra intensità del vocational e la vocazione manifatturiera del territorio. Le evidenze empiriche mostrano che le regioni europee a più alta specializzazione manifatturiera evidenziano al contempo un’elevata quota di studenti iscritti all’istruzione professionalizzante. In Italia spicca la posizione di Veneto, Marche, Emilia Romagna, Friuli e Piemonte per l’elevato valore sia della intensità manifatturiera sia del vocational.

I dati distinti per genere rivelano che l’intensità del vocational può essere accresciuta colmando il differenziale tra donne (41%) e uomini (65%). Le scelte femminili, infatti, oggi risultano spesso orientate verso percorsi di studio generalisti, anche per i pregiudizi sulla qualità degli istituti tecnici eprofessionali.

La carenza di profili tecnici formati nei canali VET, che frena la crescita industriale dell’Italia, può essere affrontata su tre piani distinti rispetto ai livelli di istruzione, ma tra loro collegati: orientamento, alternanza scuola-lavoro e filiera terziaria professionalizzante. È prioritario dare una prospettiva agli attuali canali VET, costruendo un sistema effettivo di “Higher-VET”, che in Italia è ancora a uno stadio embrionale, partendo dal rafforzamento del sistema ITS (istituti tecnici superiori).