20 12/19

L’area del Medio Oriente e del Nord Africa: nuove opportunità e strategie di business per le PMI italiane

L’area MENA, ovvero i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, possiede fattori di attrattività tali da renderla appetibile come nuova “terra promessa del business” per le nostre imprese? "Certamente sì e per diversi motivi – la risposta del Centro Studi Confindustria -. Il progetto cinese della Nuova Via della Seta Marittima sta accrescendo il ruolo economico dei paesi appartenenti a quest’area, già ricchi di risorse energetiche e con forza lavoro giovane. Un’occasione da sfruttare a pieno sarà l’Expo Dubai 2020 in quanto vetrina privilegiata per le nostre piccole e medie imprese".

Quali sono gli attuali legami economici tra l’Italia e questa’area? L’Italia detiene una quota di mercato pari al 5,3 per cento, posizionandosi al quarto posto come fornitore dei MENA subito dopo la Cina, gli Stati Uniti e la Germania. I prodotti italiani vincenti, oltre a quelli del made in Italy sono anche i prodotti in metallo, in ceramica, i macchinari, i gioielli e, infine, le armi

"I MENA – spiega il CSC – rappresentano il nostro secondo mercato di destinazione sia in termini di presenza di PMI esportatrici (oltre 1 impresa di piccole e medie dimensioni su 10), sia in termini di valore delle merci esportate. Intensi anche i legami diretti, il 10 per cento dei capitali italiani investiti all’estero è attualmente impegnato in questi paesi contro appena l’1,4 per cento di quello mobilitato dalle imprese tedesche. Inoltre, l’Italia è una fornitrice netta di servizi ad alto contenuto tecnologico. Per l’Italia, che è la piattaforma logistica naturale per le nuove rotte commerciali, l’area, oltre agli ovvi vantaggi derivanti dalla vicinanza geografica, rappresenta un mercato di sbocco in crescita. Infatti, si stima che nel 2030 la classe media, quella fetta di consumatori con più elevata propensione al consumo, aumenterà di 100 milioni di persone. Cosa implica per l’Italia? La nuova middle class nel 2030 esprimerà una domanda potenziale di consumo equivalente all’ammontare del PIL italiano attuale".

"Il conseguente incremento dell’urbanizzazione comporterà un’ulteriore crescita della domanda di grandi opere infrastrutturali da parte di questi paesi e, quindi, l’opportunità per gli ingegneri e tecnici italiani di trasferire tecnologia e know how incorporato nei servizi di progettazione – aggiunge il CSC -. Inoltre gli investimenti in grandi opere infrastrutturali indotti dall’organizzazione dei mondiali di calcio in Qatar nel 2022 rappresentano un’opportunità ghiotta per il made in Italy. I rapporti commerciali non sono unilaterali dal nostro paese verso l’area, ma biunivoci poiché rilevante è la dipendenza petrolifera italiana da questi paesi: più del 55 per cento del petrolio necessario al fabbisogno energetico nazionale proviene dai MENA. In termini di fattori di produzione, oltre alle risorse naturali di natura energetica, un asset rilevante è l’ampia disponibilità di forza lavoro giovane: il tasso di disoccupazione giovanile e il tasso di inattività femminile sono tra i più elevati al mondo".