21 01/22

Le reti d’impresa spingono la crescita

Le reti di impresa si confermano determinanti per fronteggiare la pandemia e accompagnare la ripresa economica, in quanto favoriscono le performance delle singole imprese che insieme migliorano la trasformazione tecnologica, il rafforzamento delle relazioni, l’acquisizione di nuove competenze. Per questo si continua a registrare una crescita costante anche nel 2021, anno in cui i contratti di rete sono aumentati del 13,3% (+885 nuovi contratti rispetto al 2020) e le imprese in rete del 10% (+3.849 rispetto al 2020).

È questa la fotografia fornita dal 3° Rapporto dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa al quale partecipano InfoCamere, RetImpresa e il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia – che conta complessivamente, al 31 dicembre scorso, 42.232 imprese in rete per un numero totale di 7.541 contratti di rete.

Su tutti prevalgono le ‘reti contratto’ che da sole conquistano l’85%. Le imprese più coinvolte nei contratti di rete appartengono a tre settori: agroalimentare (22%), commercio (14%) e costruzioni (12%) e hanno sede nel Lazio (24,3%) seguito da Lombardia (10,5%) e Veneto (7,8%). Il Rapporto annota anche i risultati di una indagine condotta, sulla base della Survey, tra giugno e luglio 2021 su un campione di 241 reti che ha evidenziato come le reti più “performanti, efficaci, coese e resistenti alla pandemia” sono quelle “dotate di risorse e competenze complementari, soprattutto intangibili, siano simili come mercato di riferimento e considerino importanti le tecnologie legate ai dati e all’automazione, soprattutto nel Made in Italy”.

Con riferimento agli obiettivi, le reti intervistate hanno mostrato una maggiore propensione rispetto al passato per l’aumento del potere contrattuale, la riduzione dei costi di produzione, la formazione e la partecipazione a bandi e appalti. Resistono, seppure con meno forza i temi dell’innovazione, dell’internalizzazione e del marketing in rete, anche per effetto del proseguire della crisi pandemica. Infine, dal Rapporto emerge la tendenza delle imprese in rete a confermare nel tempo l’utilizzo di questo modello, che “ben si adatta alla struttura industriale italiana e alle sue esigenze, anziché optare per diverse e più tradizionali forme di aggregazione”.

Nel corso dell’evento, il Sottosegretario al Lavoro Tiziana Nisini ha annunciato l’attuazione della codatorialità. Un grande risultato, che conclude positivamente un lungo percorso di interlocuzione e confronto avviato da RetImpresa con il Ministero. Il contratto di rete potrà assumere un ruolo ancor più decisivo nel nostro sistema produttivo anche grazie all’attuazione della codatorialità il commento di Fabrizio Landi, Presidente di RetImpresa. Il decreto attuativo, firmato dal Ministro e registrato alla Corte dei Conti, sarà pubblicato a giorni.


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